di consigli e di partenze

di consigli e di partenze

” Liberarsi è una cosa.

Rivendicare la proprietà di quell’io liberato è un ‘altra”

Toni Morrison. Beloved.

Un libro sorprendente.

( che tra l’altro mi fa fare un sacco di riflessioni sulla bestialità del cosiddetto civile uomo bianco che oggi parla di rimandare gli extracomunitari a casa propria…vabbè…sarebbe una riflessione da fare in altra sede ma insomma ,cominciare a meditare non farebbe male a tanti tronfioni )

Un libro al quale accostarsi con rispetto .

Un libro a molti strati.

Toni Morrison non è un Nobel per caso ( e qui torno alla riflessione che facevo in altro blog sugli scrittori che toccano la parola come fuoriclasse e i presunti tali. Ma anche qui aprirei un mondo vasto)

Il mio piccolo mondo moderno invece oggi è fatto di sughi da chiudere in barattoli e trolley da sfare ( quello di Lemure) calzini da lavare e valige da riempire di nuovo.

Si va al paesello.

Da lì vi leggo quindi lasciate segni del vostro passaggio. Mi terranno compagnia.

 

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20 pensieri su “di consigli e di partenze

  1. quello degli stranieri, migranti o no, è un grosso problema che viene gestito da una mafia, che non si riesce a sfangare… come tutte le cose gestite da mafie… perché sono pilotate a livelli al di sopra dei governi, dove il dio denaro è l’unico obiettivo e sulla loro pelle e PURE sulla NOSTRA pelle i giochi che fanno sono inarrivabili.

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    1. ma quella del popolo nero non fu gestito da mafie se non quelle dell’avidità di una cultura che ci faceva e ci fa credere che gli uomini di colore potessero essere trattati come bestie. Certamente comandava il denaro anche allora ma comandava pure la cattiveria gratuita. Ci stupiamo dell’efferatezza dell’Isis adesso…

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      1. anche lo sfruttamento è una mafia e non della cultura-razza che giudica inferiore una razza che non riesce o non sa difendersi…. ma di una razza che vede nell’inoffensività di un’altra razza il modo per lucrare sulla loro pelle… per me questo è mafia….perchè tali erano gli schiavisti arabi d’allora …. ricorda qualcosa d’oggi vero?

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  2. “Scrittori che toccano la parola come fuoriclasse” e poi scrittori che coniano espressioni nuove, alcuni addirittura fabbricano prole nuove. La prima volta che usai la parola “bassura” qualcuno che ottimamente si esprimeva mi scrisse: <>. Bello, mi dissi, la lascio pure io.
    Buona vacanza. Io non ti mollo vanne certa.

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  3. Ecco quello che mi scrisse, che non capisco come sia saltato: “si dice bassezza, ma bassura mi garba molto, quindi lo lasciamo”. Scusami l’inghippo, chissà cosa avrò mai pasticciato.

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