martedì bucò l’ovino

martedì bucò l’ovino

Avrei voluto spiegare con parole consone la mia amarezza politica di questo momento.

Ma si sa..parlare di politica è rischioso.

Sempre bene evitare.

Ma stamani ci ha pensato bidella Sindacalista ad esprimere con poche semplici parole ciò che non avrei saputo dire io in venti pagine.

Alle otto così esordiva

” IO HO MANDATO A CASA RENZI ( Lei!) perché non se ne può più dell’ingiustizia sociale dei 500 euro dati a voi insegnanti. E a noi bidelle? Perché voi insegnanti non siete gente CHE I SOLDI PER IL COMPUTER li trovate da soli? ( è anche poco informata sugli stipendi tra l’altro)QUINDI BASTA A CASA…”

Il livore e l’invidia di certe miserrime vite riescono ancora ad amareggiarmi.

il famoso piccolo voto di protesta.

( tra l’altro protesta contro chi ogni giorno condivide il tuo stesso ambiente di lavoro , molte più responsabilità e poche centinaia di euro in più )

 

 

 

 

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49 pensieri su “martedì bucò l’ovino

  1. Mio fratello insegna, e mi ha detto che adesso a scuola, più che altro fai il bay-sitter e sulle bidelle No comment. Per carità non sono tutte così, non voglio generalizzare, ma quelle che lavorano nella sua scuola, manco prendono la scopa, perchè non è più di loro competenza, ma in compenso sparlano, sparlano e non so se l’ho detto ma sparlano. Questa è la guerra che si va dal basso, verso chi sta in basso, purtroppo!

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  2. Io Renzi sono felice se va a casa sua, per diversi piccoli dettagli… Solo che secondo me non ci va a casa, come non è tornato a casa nessuno passato da quelle parti. Li foraggiamo ancora tutti noi, nostro malgrado. Loro e i nipoti ed i pronipoti… E questo è uno dei motivi per cui voi insegnanti guadagnate quel che guadagnate e nelle scuole non c’è quel che dovrebbe esserci… e il discorso è facilmente estendibile ad altri settori.
    Che poi l’Italia sia popolata da certi miopi soggetti, è uno dei motivi per cui siamo dove siamo e non facciamo nulla.

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    1. puoi parlare al passato…casomai mi soddisfava ( e il suffisso fava adesso ci sta proprio bene:) Ovviamente nessun governo mi ha mai soddisfatto in pieno come potrebbe? ciò che va bene a me che vivo a Livorno e faccio l’insegnante non può andare bene per te che vivi altrove e fai altro. E’ ovvio. Quello che non mi soddisfa è il panorama che vedo davanti. Una massa di cialtroni e lo dico con cognizione di causa . Gente che si è improvvisata politicante cavalcando l’insoddisfazione della gente CHE ESISTERA’ SEMPRE. Oppure vedo la destra . Che mi piace ancora meno. Rivedo il Cavaliere e il suo esercito di papponi. Ecco cosa non mi soddisfa davvero. A me Renzi era piaciuto l’ho votato alle primarie era energico e costruttivo. Sono rimasta delusa dal decreto banche e dalla buona scuola. Ma avrei volentieri continuato con QUESTo governo e nn con quelli che si parano all’orizzonte.

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      1. Renzi si è perso per strada, nella sua spavalderia, nella sua arroganza….parere mio ovviamente. Piaceva all’inizio molto anche a me, ma purtroppo il potere l’ha logorato. Riguardo gli altri, onestamente, io spero semplicemente che arrivi qualcuno che governi questo paese con criterio e buon senso, che possa chiamarsi Topolino, Pluto o Asdrubale poco mi importa…con questo governo, e ribadisco per me, non si poteva andare avanti in alcun modo, le bugie erano diventate la loro realtà, certamente non la mia 🙂
        P.S … qui al sud le prese per il culo sono centuplicate all’ennesima potenza, prova a farti un giro a Taranto e vedrai cosa questo governo è stato capace di fare!

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        1. onestamente Lady mi dispiace per il Sud terra bellissima e ahimè immobile da secoli ( e le colpe davvero si perdono nella storia e nei destini ..nei governi e nei regni)..ma continuo a pensare che nessun Asdrubale o Pluto possa governare … In questo momento abbiamo nomi concreti che sono lì per governare e non vedo criterio in alcuno di loro. Sicuramente dal cappello di qualche prestigiatore uscirà fuori un nuovo affabulatore che nasconderà arroganza e spavalderia dietro promesse elettorali. E le bugie che magari piaceranno a te non piaceranno a me. Non credo nei partiti del tutto onestà sinceramente. Oppure ci credo fin quando non arriveranno a maneggiare la politica quella vera. Non quella fatta sul motorino . Sapessi quante belle cose potrei raccontare io sulla mia onestissima bicicletta. Ma non riuscirei a fare politica. Ne sono consapevole

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        2. Eppure io ci credo nel vento di novità e di passioni…e pure nelle facce oneste di chi viaggia in motorino o in treno….in fondo un vento di cambiamento non è sempre piacevole. In fondo politici si diventa cammin facendo… Staremo a vedere 🙂

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        3. qui da me il vento di passioni è già arrivato eh…ti ricordo che vivo in una città di motorini, caschi ,treni e ancora stiamo aspettando i politici. Seriamente eh. Io e la classe media come me siamo il bancomat per la miscela dei motorini. Intorno a me il degrado…e non dirmi che è colpa di chi c’era prima ti prego perché ho fatto la supplente dieci anni. Dopo un anno di lavoro non potevo dare la colpa a chi c’era prima.

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        4. Una città rovinata non può essere riparata in un paio d’anni..ci vuole tempo, pazienza e tante energie, nessuno ha la bacchetta magica, e nessuno se non ha fondi e mezzi, può riparare in uno sbattito di ali…e mettere a posto una città o un paese non è esattamente come sistamare una classe o una scuola…senza sminuire minimamente la fatica immane che voi insegnanti fate…e ci mancherebbe! intanto i corrotti e chi ingrasse le sue poltrone è meglio lasciarli un attimino a casetta loro.. ma davvero, abbiamo idee e vedute diametralmente opposte e potremmo parlare all’infinito come quei talk show politici che dicono eternamente le stesse cose… Io preferisco puntare altrove…probabilmente mi sbaglierò, o forse no…chi vivrà vedrà…
          P.S da me la tari è aumentata dal 127% e di Matera capitale Europea 2019 ci hanno portato pure portato via il logo, e qui parlo di sinistra eh….al momento stanno puntando anche alle nostre mutande, ma pretendono che siano pulite!

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        5. livorno non era una città rovinata. era una città in sofferenza come tante amministrata come tante. Sono tre anni che è grillina. Come l’Italia era renziana. Comunque si abbiamo vedute diametralmente opposte.

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      1. ps: non me ne è ancora arrivato uno di messaggi che mi convinca ma ovviamente la democrazia è questa. Ci si accoda e ci si adatta ad un coro di voci.Molte di queste non mi consuonano. Stavolta è un problema mio.

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        1. eh io ci lavoro gomito a gomito…impossibile stare a distanza. Perché quello che Sindacalista e altre come lei non hanno capito è che si costruiscono posti migliori di lavoro COLLABORANDO e lavorando gomito a gomito ( soprattutto in una comunità scolastica ). Non dicendo a tutto NO o guardando le buste paghe altrui…il concorso che ho vinto io con un figlio di due mesi da allattare era pubblico. Magari se si fosse presentata ora potrebbe accedere allo spia e rimanere infilata nel tunnel delle poste.
          Scusa la logorrea ma mi parte proprio la vena…

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  3. Se fossi stato in Italia avrei votato NO. Non ho ricevuto niente da Roma, niente dal Consolato Generale di Francoforte e questo la dice tutta sul voto degli stranieri, che -vedi caso- era proporzionalmente capovolto rispetto a ciò che REALMENTE contenevano le urne.
    Rispetto chi ha votato SI, ma non mi permetto di dire che fosse per pura competenza costruttiva, mentre sento dall’altra parte arrivare un coro di gente che sostiene essere il NO un voto “populista e di protesta”, come se quelli come me siano tutti dei trinariciuti, incompetenti, invidiosi dell’unico bene della patria nostra, il cicciobello nazionale; fossero tutti cani rognosi desiderosi di strappargli l’osso di bocca e assolutamente disinteressati del bene nazionale.
    Renzi al suo apparire era la SPERANZA di chi, come me, non ne poteva più di questa gentaglia.
    Sì, ci ho creduto, ci ho sperato che fosse diverso, che potesse rappresentare la svolta della nostra politica.
    Purtroppo chiedo scusa a tutti ma ho preso un’enorme cantonata.
    Renzi è il peggiore di tutti perché è falso come una banconota da 25 euro.
    E ti piglia anche per il culo ogni volta che può, e anche quando non può, come nel suo strafalso patetico discorso finale del suo mandato, scritto in diverse cartelle con nemmeno mezz’ora di tempo per prepararlo (tra i primi exit pool ed il discorso annunciato prima delle 23 ci stavano scarsi 40 minuti, quiindi lui già sapeva, anzi sperava, come dico oggi nel mio blog). Adesso farà quello che ogni perfetto democristiano della Prima Repubblica ha sempre fatto: un passo indietro per ripulirsi i risvolti inzaccherati dei suoi pantaloni, e una volta ridiventato vergine ed ancora più bellino si ripresenterà alle elezioni prossime per stravincerle. Ma troverà un muro stavolta di oltre il 70% dell’elettorato, perché adesso il popolo, sì Annika il popolaccio, lo ha capito e soppesato.
    L’uomo che mentre la gente sta andando lentamente in miseria salva le banche degli amici, l’uomo che viaggia in un aereo da 200 milioni come fosse un emiro, che fa le prove spotando il mento in avanti per vedere se può assomigliare al Duce, l’uomo che nelle ultime quattro settimane se ne è infischiato di alluvioni, terremoti e gente disoccupata per andare in tutti i buchi a propagandare il suo verbo spendendo un mare di soldi, quell’uomo non incanta più nessuno.
    E chi svaluta questo NO bollandolo come voto di protesta vuol dire che non ha capito niente che è niente dei tempi che corrono.

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      1. No, se dici che questo è stato SOLAMENTE un voto di protesta.
        Significa bollare gli avversari di qualunquismo ed invidia del “migliore”.
        Certamente che è stato ANCHE un voto di protesta, ma NON SOLO.
        Quelli della tua parte -non so te, che in merito non ti sei espressa- hanno definito voto di protesta l’esito del Referendum greco; l’esito del Brexit; quello che sta succedendo in Francia; i Podemos spagnoli; i 52 milioni e mezzo di americani che hanno votato Trump; gli estremisti (non nazisti) che qui in Germany rischiano di far fuori la Merkel; gli olandesi che chiedono di uscire dall’Europa.
        Tutte proteste, come il NO a Renzi ed alla sua politica di ieri; come il voto alla Sindaca di Roma e a quella di Torino.
        Insomma intelligenti e preparati sono soltanto quelli che una volta erano definiti l’intellighenzia di sinistra, mentre noi tutti eravamo cretini. E cretini sono tutti quelli che votano i Pentastellati, perché a capo c’è un istrione, che guarda caso ci azzecca con le sue analisi. E che cosa è stato il Berlu?
        Che cosa sono stati i governicchi di D’Alema e Prodi durati un amen? Che cosa è stato questo governo che prometteva mari e monti e si è rivelato una buffonata?
        Secondo te si può mai pretendere di cambiare la Costituzione -che è di tutti- a colpi di infima e fittizia maggioranza ponendo la fiducia nelle ore notturne e poi ritenere che la maggioranza della popolazione applauda un sistema da coatti applicata dal più coatto di tutti, se sai cosa significa in romanesco questa espressione?
        Io rispetto TE ed il TUO VOTO, come espressione della tua volontà che è sacra PER ME, e che difenderò sempre, come la gran parte di quel 59% di voti che ha inteso difendere la Costituzione da un attacco distruttivo e salvare il TUO DIRITTO di esprimere la tua volontà.
        Ci hai creduto ed adesso stai a soffrire, ma datti una svegliata, perché non è tutto oro quel che riluce e tu non sei una credulona, anzi.

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        1. Qual’è esattamente LA MIA PARTE? dici quelli della mia parte..intendi la sinistra?
          scusa ma non ho capito.
          Posso risponderti sul voto a Trump. No quello va ben oltre la protesta. e’ un voto inclassificabile che va al di là di ogni umana immaginazione. Ecco. Così sono stata parecchio chiara.
          Sulla Brexit sono ignorante e non mi esprimo.
          Sulla Germania neanche.
          Ed infine…visto che con lady parlavamo di messaggio ( il popolo con il voto dà un messaggio). Quale sarebbe stato il tuo se posso chiederlo? perché ancora non ho ben capito da che parte stai…tu che ci guardi con tanta severità dall’altra parte delle Alpi?

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  4. La tua parte è quella del SI.
    Il voto per Trump è un voto contro la politica di Obama, che Hillary avrebbe continuato, è un voto per il sogno americano. Io non lo approvo, ma CERCO di capire e non lo valuto “inclassificabile oltre ogni umana interpretazione”. Tutto ciò che è umano può essere interpretato.
    Il mio messaggio è: libertà di espressione per tutti, anche per chi mi giudica un saputone che parla bene visto che se ne sta al calduccio. Il mio messaggio sarebbe stato: mai più un uomo solo al comando. Il mio messaggio sarebbe stato: prima i poveracci italiani poi le banche. Il mio messaggio sarebbe stato:più umanità e meno strafottenza.
    il 60% contro non è uno zibaldone, ma il raggruppamento automatico che ogni uomo fa quando sente che sta per essere fregato. Già ma tu sei donna….
    Il 40% non sono solo PD, ma anche quei tanti che volevano cambiare e che appartengono a quel zibaldone di cui sopra.
    Hai letto malissimo Annika.
    Ho detto che per la tua parte, quindi anche te, cioè per il SI, cretini sono quelli che votano per i cinque stelle, cioè quelli come me, cioè io che alle nazionali verrò in Italia a votare proprio per loro, perché tutto sommato mi sembrano meno peggio dei pettoruti che camminano con la panzetta in fuori e perché a tutti deve essere data l’opportunità.
    Se l’abbiamo data al puparo nazionale, che è stato 1000 giorni a palazzo Chigi senza mai essere stato votato da nessuno, possiamo darla anche ai grillini.
    So che non sei d’accordo, ma questo è il senso della democrazia.
    E a questo punto ringraziamoci a vicenda e diamoci a vicenda una pacca su una spalla, perché siamo due italiani, tu donna io uomo, tu tosca io romano, che ci siamo detti tranquillamente in faccia quello che pensavamo senza uscire mai fuori dalle righe, e senza insultarci.
    Complimenti signora, complimenti signore.
    A dimostrazione che le persone intelligenti sono una razza superiore.
    Oppure no?

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  5. Si poteva votare nel merito. Era la Costituzione. C’è chi ha letto tutta la riforma comparata (parliamo degli art. 57, 81, ss – che il 70 lo citano tutti solo perché l’ha letto l’attore, ma sfido chiunque, ora, senza leggere, a entrare nel merito di quelli, della vacatio legis che creano l’81 e ss o del conflitto di competenze che crea il 57), e ha scelto. Ha scelto anche di non cedere al ricatto di un tardo-adolescente col pallone, che non aveva nessun motivo per dimettersi, lo ha bacchettato anche il PdR, lievemente ma fermamente. Peraltro questo era un governo di larghe intese, su mandato del PdR, per fare le riforme. Con ragionamento politico banale, se proprio proprio, si doveva dimettere col Sì, perché aveva esaurito il mandato ‘costituente’. Io non ho fatto campagna elettorale, apposta, perché volevo mantenere la questione del votare nel merito. Eppure nel mio piccolo sapevo che, se avessi parlato, avrei portato parecchi voti ‘ a me’. Adesso però, dopo, non accetto che chi ha votato sì continui a trattare chi ha scelto in maniera politico-istituzionale consapevole e molto informata come uno sfascista qualunque. Anche basta, eh.

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    1. so che tu non sei una sfascista. So che sei molto informata. Il post parla di un episodio di una persona evidentemente informata a modo suo. Che mi ha dato fastidio. Non voleva diventare universale. Mi dispiace che lo sia diventato.
      ps. sulle dimissioni invece sono in disaccordo. Felice che si sia dimesso e spero davvero porti a termine l’intento.

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      1. Lo so, però da ieri c’è questa tendenza a generalizzare il No, ed è, per tutti quelli che sono informati, come dire, lievemente fastidioso. Sulle dimissioni: a parte il fatto che dichiarare dal Governo di dimettersi su un referendum costituzionale significa forzare, e parecchio, le istituzioni, quando ha fatto il discorso, io l’ho scritto subito, ha proprio detto una castroneria procedurale. Non poteva fare la legge di stabilità DOPO essersi dimesso. Da un PdC io mi aspetto un minimo, minimo eh, di competenza sulle procedure, se non di correttezza istituzionale, senza che gliele debba ricordare il PdR (che già l’aveva bacchettato a fine novembre sui toni) non il beau geste di un quindicenne attardato che fa il bel discorso perché si piace tanto e perché un sacco di gente annuisca e dica: “Eh, però è stato coerente, eh, però lui no che non è attaccato alla poltrona” – senza peraltro riuscire a leggere cinque metri più in là di quel discorso stesso.

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        1. io non avrei mai generalizzato il tuo No che, siccome ho imparato a conoscerti, avevo dato per certo e per motivato. Quello che ho sentito intorno a me è ,nella maggior parte dei casi ,purtroppo, ciò che ho scritto. Il messaggio che mi è arrivato è quello e sono la prima ad esserne dispiaciuta. La tendenza a generalizzare è, ripeto il purtroppo, estesa ad entrambe le fazioni ( se leggi il post dove racconto la mia grottesca disavventura per andare ad ascoltare Renzi capisci bene che intorno a me non si trattava di un voto sulla Costituzione ma quasi di una strana e incomprensibile lotta di classe).
          Sulle dimissioni tu sei preparatissima ed io molto meno. Però…di pancia come si usa dire un po’ a casaccio…ho apprezzato. Come ho apprezzato il tuo ritorno qui:)

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  6. Hai ragione, non sto dicendo che hai generalizzato il ‘mio’ no, anche io ti conosco, e so che mi conosci. Quello su cui volevo aprire la riflessione, e l’ho fatto con toni enfatici perché dopo 48 ore di ‘voi sfascisti’ (semplifico), anche da parte di persone che si sono approfittate consapevolmente di un silenzio di discussione politica, il mio, che era evidentemente una scelta istituzional-politica ben precisa (perché tanti discorsi che ho sentito me li mangio in dodici secondi netti), ero anche un po’ stufa, è il fatto che se tu apri un post con una preterizione “non voglio parlare di politica”, e nei fatti nei hai effettivamente parlato poco in campagna elettorale, beh, banalmente, la selezione conta. Cioè non conta solo quello che scrivi, ma che cosa non hai scritto e che cosa scegli di scrivere per prima cosa. Non importa quanto sia esemplificativo di una sola persona, la bidella x, in casa blog Lorenzi la prima cosa che si legge è quella (peraltro rafforzata dopo nei commenti dalla frase, parafraso, non ho trovato motivazioni al No che mi abbiano convinto). Non è neutro e non è riducibile al racconto di un aneddotto. È assimilabile a una presa di posizione (quella che ho assimilato alla accusa di sfascismo, e che è quella che è serpeggiata da tutti i votanti Sì, o la maggior maggior parte, anche quelli che, come te e come me, avevano detto che non intervenivano nel dibattito). Il tuo intervento non è stato neutro, ed essendo uno solo, era ovvio che, comunicativamente, risultasse epitome di una posizione, posizione molto giudicante e poco rappresentativa delle ragioni del No. Tra le quali c’è, ‘anche’, la tua bidella, c’è un disagio sociale e generazionale enorme (a parte alcuni renziani che pur disillusi hanno tenuto il punto come è un po’ tradizione, pur depauperata, degli elettori del Pd, come te o l’Ingegnera Tosta, disilluse ma non al punto di prendere atto delle conseguenze poliitche della vostra disillusione stessa, per ragioni di fedeltà alla ditta, direbbe Bersani, che sono tipiche degli elettori di sinistra, hanno votato Sì categorie sociali protette, è un dato di fatto), c’è chi ha votato contro il governo e l’avrebbe fatto comunque anche se il dibattito fosse stato tutto il tempo e solo Ceccanti vs Zagrebelski, c’è chi ha votato contro perché quando il tardoadolescente ha detto (ed è davvero un grosso vulnus istituzionale, cavolo, oltre che un atto di arroganza: un governo non può intitolarsi un referendum costituzionale e non può mettere sullo stesso piatto della bilancia dodici mesi di tenuta e la carta costituzionale) è un referendum su di me, legttimamente ha pensato “Hic Rhodi”. C’è chi ha votato contro per rabbia, per ignoranza, antropologica prima ancora che politica. E c’è chi ha votato contro nel merito, facendoci una fatica nera e dedicando cospicue parti della sua giornata a leggersi un testo scritto in modo indegno, confrontandosi capoverso per capoverso, consapevole che quel contro nel merito poteva essere un a favore nel merito perché, a parte la scrittura ignobile, c’erano buone ragioni per votare, sempre nel merito, sì a prescindere dal plebiscito governativo richiesto esplicitamente dal PdC. Questa era la situazione prima del voto, chi ha vinto (?) da quella, limitata, ma significativa, prospettiva gradirebbe che si continuassero i toni di confronto intelligente dalla parte di Sì che è in grado di farlo. Perché già sono pochi in partenza, coloro, trasversali Sì e No, in grado di farlo. Se poi si cede anche alla tentazione di buoni e cattivi…

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    1. anch’io ho aperto la discussione con toni amari. Lo riconosco. Dopo un silenzio elettorale che tu hai colto e che mi ha sempre caratterizzato ( i post politici sul mio blog sono rarissimi).
      Ed è vero che…ripeto e devo farlo..INTORNO A ME non ho trovato motivazioni del No che mi abbiano convinto ( avrei trovato la tua immagino e l’avrei letta con piacere probabilmente rimanendo della mia idea ). Questo è un fatto che non posso negare. Quindi il post, che è partito da una conversazione grottesca ma reale, è diventato ovviamente politico. Ma anche nei commenti ( a parte il tuo quando parli di Costituzione) non ho trovato motivazioni del no. Non le ho trovate nelle colleghe che pure stimo ( non tutte ma molte). Ma questo è e l’ho scritto un problema mio. O di comunicazione. O di entrambe le cose.
      Sicuramente condivido la parte dove auspichi un dibattito intelligente. Che io intorno a me non ho trovato ( e forse non ho portato).E condivido le critiche sull’atto di arroganza che come vedi hanno portato ad un risultato netto.
      Il mio intervento no è stato certamente neutro . Non poteva esserlo.
      Massimo rispetto SEMPRE e comunque al di la di ogni amarezza del momento a chi ha votato contro nel merito.
      Un po’ meno a chi lo ha fatto per livore .

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      1. Permettimi due soli flash un po’ provocatori, bonariamente.
        1) Si vede che non hai votato nel merito, se no sapresti che chi ha votato nel merito condivideva i propri punti di vista ‘per forza’, perché la decisione al Sì/No è stata il frutto di una primaria maggioritaria (semplificando molto, per me: No al Senato, Sì ma con veto sulle regioni a SS sul titolo quinto, Sì al Cnel, No a leggi popolari, Sì referendum; No alla scrittura della carta e ai conflitti di competenze che ne emergevano, ex art. 57, 81 ss – di fatto la vera battaglia interiore, per tutti i meritisti, è stata Senato vs Titolo Quinto e quanto contasse la scrittura) rispetto a un contenuto sul quale tutti i meritisti sostanzialmente convergevano.
        2) Se non hai votato nel merito, ma, legittimamente, dando o ricevendo un significato politico che in questo referendum, è stato nelle cose, riflettici davvero, però, sul fatto che il tuo votare ‘a garanzia’ ha la stessa natura sostanziale, in senso filosofico, del livore altrui. Che può non piacere (a me non piace) ma va compreso socialmente e politicamente incasellato. Se no non ne usciremo mai. Bonne journée!

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        1. io ho votato nel merito Povna. Con molta convinzione. Forse non con la tua preparazione ( che è encomiabile ma rara..passamelo)ma con convinzione.E con un sottofondo a garanzia nel quale ho creduto davvero.Senza livore alcuno. Buona giornata a te

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        2. aggiungo…forse la mia garanzia ( che ovviamente c’era) nascondeva e nasconde anche un po’ di timore ( del quale ho parlato) per il futuro scenario politico. Questo lo riconosco.

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  7. Scusami allora, mi ha tratto in inganno il tuo “non mi avresti convinto”, perché davvero sei la prima e unica persona che ha votato nel merito che ha posto la questione in termini di convinzione. Sulla preparazione, passamelo tu, no: vocazione a essere informati, se vuoi, sì, preparazione, no. Ho studiato, sono andata da amici avvocati e giuristi, da laureati in scienze politiche. L’ho messo tra le mie priorità, sacrificando considerevoli parti del mio tempo libero che avrei preferito investire in aperitivi, caffè e cinema. Lo possono fare tutti. Basta volerlo come priorità.

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  8. L’analogia tra livore e garanzia, post scriptum mio, non è sul livore, è sullo spostamento. Una volta che trasformi la cosa più istituzionale del mondo, il referendum costituzionale confermativo, anche, in altro, non importa in quale misura, non puoi stupirti che l’altro prenda direzioni che non ti piacciono, o non capisci, o non condividi. (Tu generico, non tu Annika).

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  9. Credo che la verità stia nel mezzo: diciamo che se su 100 votanti ce ne erano 40 convinti del SI e 40 convinti del NO, gli altri 20 che hanno votato NO lo hanno fatto solo per “odio” (e la parola è correttissima) nei confronti di Renzi, vale a dire un obbrobrio dal punto di vista politico. Quei 20 purtroppo sono molto simili agli americani che hanno votato per Trump.
    Ho votato SI, come molti della mia città, orgogliosa di essere tra le poche a vedere prevalere il sì, perché la riforma pur perfezionabile (la perfezione non è umana) era cosa buona e soprattutto finalmente qualcosa che muoveva anni e anni di immobilismo.
    Su quello che ora potrebbe accadere dopo Renzi (il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi trent’anni!) ho il terrore visto che le alternative potrebbero essere Grillo (un comico), Salvini (un folle) o Berlusconi (indefinibile). Ecco perché Renzi deve rimanere in politica, vincere (e lo farà a mani basse nonostante il perfido D’alema, il nuovo Andreotti che avanza, ovviamente dietro le quinte e in silenzio) le primarie ed essere rieletto Presidente del Consiglio. Altrimenti comincerò a pensare in quale Paese potrebbe andare a costruirsi un futuro la mia Patitù

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  10. Anche se la pensiamo in modo diametralmente opposto (io sono sulla stessa linea di Annika) è sempre un grande piacere (ora accentuato dal lungo silenzio) leggere la ‘Povna, la sua grande capacità di spiegare e sostenere la sua tesi per cui non si può che avere grande stima e rispetto.
    Mi scuso con Annika per l’uso del suo Blog ma ci tenevo a comunicare alla ‘Povna quanto mi manchino i suoi scirtti!

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