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Il mio ipad pro ( che costa più del maglione bianco di #agnesestaiserena…lo dico subito così ci leviamo la paura ) ogni tanto ( quando vuole lui eh) fa passare sullo schermo questo messaggio

” ciao. In cosa posso esserti d’aiuto?”

Preceduto da un lieve suono molto radical chic.

Io sorrido.

Perché è l’unica persona nella mia vita che me lo chiede.

Quindi non posso che amarlo.

Più del maglione bianco che a me starebbe da culo.

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30 pensieri su “messaggi

  1. Non è quando vuole lui, è Siri! Succede quando pigi troppo forte il tasto home. 😉 Sul maglione (così pure sull’assegnazione a scuola), senza parole per il populismo rivoltante contro la poveretta.

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      1. Mica ne dubitavi, eh. Non sono demente, la storia di Agnese Landini, sia in quanto se stessa, sia in quanto first lady è talmente evidente che soltanto un cieco di notte buia nel vuoto fisico potrebbe non vederlo…

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        1. Il maglione è un maglione, chissenefrega (al limite si può obiettare che lo stesso popolo che commenta le mise di Michelle Obama trova anormale che la propria first lady abbia una mise); sul ruolo di first lady, per esempio sulle ferie da scuola, il 97% dei miei colleghi prende TUTTE le ferie/giorni di permesso/esami clinici/malattia/aggiornamento/permessi brevi/permessi per maternità cui ha diritto, per principio anche se non ne ha stretto bisogno e argomentandolo. Parliamo di questo, se mai, e non del fatto che la moglie in part-time di un PdC prenda dei sacrosanti giorni previsti dal CCNL per andare a un impegno istituzionale (nel quale peraltro sono previste mogli e sarebbe scortesia istituzionale non andare). Sul posto a scuola, basta sapere la storia non sono delle graduatorie, ma anche di questa riforma, e incrociarle, per sapere che in Toscana sono stati accontentati tutti gli insegnanti dell’organico comune (diverso il caso del sostegno); basta saperne un minimo di geografia scolastica per sapere anche che Pontassieve è una zona non particolarmente richiesta, tra gli ambiti della provincia di Firenze – se è per quello, sono stata molto più privilegiata io a ottenere il trasferimento nell’ambito di piccola città, allora. Al limite, ma bisogna essere intelligenti, informati e raffinati, per notarlo, si può solo dire che la prof. Landini è stata parecchio tardona negli studi, questo sì, perché nei miei ambiti di insegnamento, se sei del 1976 ed entri in ruolo nel 2016 un problemino c’è. Perché il tempo giusto sarebbe stato all’incirca sei-otto anni fa. Ma questo rientra in una tipologia di scelta di famiglia legittima, la donna che lavora, sì, ma la cui carriera è esplicitamente ancillare rispetto al lavoro di cura, in senso ampio. E infatti coerentemente lei non ha mai lamentato la lunghezza del suo precariato, frutto di una scelta, appunto. Il resto è flatus voci. Ma, di nuovo, deve fare pensare: perché è sempre pericoloso non considerare questo odio sociale così forte, non si può solo bollare come sterile (è chiaro che lo è), perché poi a forza di bollarlo come sterile si arriva alla Bastiglia, ed è sempre peggio.

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        2. concordo sulla carriera della Landini. E su tutta la parte riguardante i permessi/ferie e roba varia.
          L’odio sociale a me fa paura quando si nutre di ” fole”. E mi sento di intervenire quando l’argomento lo conosco. Non mi sogno di bollarlo come sterile quando nasce da un disagio reale, autentico ( che poi se ci pensi bene appartiene anche a noi insegnanti eh trattati in modo superficiale da questo governo e da molti altri)che si basa su squilibri veri. Che non si possono negare. Intervengo quando “miocuggino miocuggino” ( di Eliana memoria) diventa noiosamente virale e serve soltanto ad arrivare..male…alla Bastiglia

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  2. povera l’Agnese, si è presa quintalate di merda per colpa del marito, in realtà ha fatto il suo dovere di moglie del presidente con discrezione e non ha reagito alle provocazioni dei social. E’ chiaro che la sua carriera è progredita per la posizione politica di suo marito, ma penso che l’avrebbe avuta anche se Renzi fosse rimasto l’ex sindaco di Firenze e basta… La gente dovrebbe un po’ considerare tutto il contesto e non solo una parte, per non esser preda delle bufale soprattutto che amareggiano e portano disinformazione, anche perché è giusto protestare per cose che effettivamente richiedono contestazioni, non voler a tutti i costi spolpare qualsiasi persona che sta sul caspio come diceva tuo padre “ad minchiam” tanto per far caciara… … ma che divagazione ho fatto ‘sta mattina..

    a me con l’Air è capitato un episodio esilarante…. ovviamente ho toccato un tasto ed oplà una voce mi fa “vuoi parlare con Siri?” ed io penso… come mai questo mi pone tale domanda, che la Siri (cittadina camerunese mia amica) non la vedo e non la sento ormai da un anno??? … poi mi hanno detto che la Siri è anche l’assistente Apple iPad… ma tu guarda quando si dicono le coincidenze 😀

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  3. Ce l’ha anche mio figlio Alessandro, ma lui se lo può permettere. Io che ci farei? Se non lo sai usare è un bel soprammobile, invece lui ci parla ed il suo ipad gli taglia i capelli e gli dice buongiorno quando al mattino apre gli occhi. Poi altre cosucce.
    Per quanto riguarda la Agnese Landini tu dici che lei è entrata perché stava in testa nella graduatoria dei precari. Cara, avrei voluto vedere se suo marito fosse stato uno scalzacani qualunque quanti decenni ci rimaneva a galleggiare in quella graduatoria. Che poi, bada bene, l’irrenzi ha fatto quello che fanno tutti, ma in modo così sfrontato da far schifo, appunto. Tutto lì. Sei il gran capo dei Sioux accontentati di fare giornalmente il tuo e di “prenderti” il tuo. Ma lui no, voleva tutto e subito. E ancora ci proverà e ci sono -dice lui- 13 milioni di adoratori pronti a votarlo.
    Intanto la RAI lottizzata del Dux sta andando a ramengo. E lì avverrà la prima resa dei conti.
    Chiedilo al tuo ipad che te lo dice.

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    1. se c’è una cosa trasparente in italia sono le graduatorie di noi insegnanti. Basta cercare il provveditorato giusto ed è tutto agli atti…punteggi, data di nascita, eventuali trasferimenti. Tutto alla luce del sole.
      Fai buone letture Vincenzo. E’ un consiglio di cuore. Che ultimamente sei fermo alla D di Dibba e Dimma e francamente tutto questo populismo sta diventando noioso.
      Con simpatia.

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      1. Vedi Annika, se io e te andassimo d’accordo su tutto sarebbe quasi noioso. Io non intendevo offendere i 13 milioni né tantomeno te.
        Le graduatorie ci sono e funzionano, questo lo so da prima che tu nascessi in quanto mia cognata era maestra ed aveva colleghe in graduatoria. Lei no, aveva vinto un concorso ed era andata -ventenne e fresca sposa- ad insegnare in un paesello delle colline del viterbese, dove quando pioveva raggiungeva la sua scuola distante un chilometro a dorso di mulo. Penso che le sarebbe stato risparmiato se suo marito fosse stato Primo Ministro.
        Io ho creduto in Renzi all’inizio, ci ho creduto proprio e la delusione nel vedere che era peggio degli altri è stata grossa.
        Se dire quello che si sente è populismo allora sono populista.
        Con altrettanta ed immutata simpatia.

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        1. semplicemente Vincenzo quello che si sente e che si esterna pubblicamente dovrebbe essere almeno un po’ attinente alla realtà altrimenti si tratta di ” fole” e quelle, se permetti, mi annoiano. Tutto qua.
          se parli di delusione ti appoggio in pieno.
          Se parli di delusione perché la signore Agnese landini ha avuto il suo posto di ruolo da insegnante ti dico informati.
          Tutto qua.
          Conversiamo di cose che hanno spessore.O almeno un minimo.
          Altrimenti…e mi ripeto..è l’ismo che avanza e che sta lì come un noioso rumore…

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  4. La delusione non è certamente per la carriera di Agnese, che non mi interessa. Mi ha deluso il fatto che tutte le speranze di nuovo e di pulito riposte in un uomo un po’ esuberante ma apparentemente pervaso da sacro fuoco siano andate perse in un mare di chiacchiere e di promesse non mantenute. Lo avrei votato ad occhi chiusi tre anni fa, non lo farò mai più.

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    1. della carriera di Agnese hai parlato tu…

      del voto futuro anche. Siamo liberi vivaddio. E spero consapevoli che un popolo non si nutre di livore o storie raccontate male. Stiamo cercando una nuova rotta politica. Mi auguro che non sia trovata sull’onda di un maglione di Scervino

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      1. Per me un maglione è un maglione e niente di più.
        Detesto spendere il triplo solo perché un normalissimo maglione girocollo è firmato.
        “Stiamo cercando una rotta politica”, hai scritto. Più che giusto. Occorre un timoniere. Penso che tu sia d’accordo. Ne abbiamo provati già tanti; l’ultimo si è perso nella nebbia. Speriamo che il prossimo non sia un urlatore da teatrino di paese.
        Buona serata e soprattutto buona settimana.

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  5. A me il telefono, con con la voce fredda femminile di Google, mi dice “se hai pronunciato qualche parola non l’ho capita, prova prova ripetere “. Non mi capisce neppure lui: sono incompreso !

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