di venerdì sera

di venerdì sera

E dopo la festa più delicata e graziosa del decennio arriva la serata più trash del secolo.

Il locale ( scelto dal bidellame) è da pirati e prostitute ( e vi prego alla sezione pirati non immaginatevi Jhonny Depp…o meglio…immaginatevi l’ultimo Jhonny depp quello con i capelli unti e la panza flaccida).

Praticamento 16 donnini ( per fortuna vestiti sobriamente) in mezzo a 50 camionisti ( al mio segnale scatenate l’inferno); l’oste ,un omone che ricordava Franchino di Fantozziana memoria ,che caricava karaoke dello spessore di “felicità” di albanoeromina .

Le risate che ci siamo fatte io e la Luci  sono state epocali( ero tra la mia ex e la mia sposa Carlina…che infatti lanciava strali dagli occhietti bovini…e stanotte la Luci ha vomitato una trentina di volte). All’arrivo dell’immancabile “uai em si ehi!(YMCE)” verace tamarrata sempreverde ,ad alzarsi per ballare è stata solo la Luci che poi abbiamo dovuto scortare fino al posto a tavola con i coltelli onde evitare un ingorillimento di massa così poco radical chic.

Insomma…alla fine..mi sono  pure divertita ( perché il trash da film di pieraccioni ha sempre qualcosa di esilarante)

Madama Piccarda dei tracani ( che devo dire ha cantato con molta dignità donne dududu…sfidando la situazione con la sua vistosa collana di perle) ha però sentenziato ” o il posto lo scelgo io o non vengo più”

E devo dire la prossima volta forse una sana pizza biologica lievitata naturalmente 48 ore alle verdure dell’orto sarà più indicata per dei donnini fini quali siamo.

Risata a parte.

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14 pensieri su “di venerdì sera

  1. Mi hai ricordato la mia festa della matricola….lontanissima…ma sempre viva…eterna.
    Era il 1953, eravamo 22 maschioni assatanati di sangue femminile…più o meno…i casini erano stati chiusi dalla malefica senatrice democrista, la maledetta Merlin per cui invitammo otto Zoccolone per le 24. Dopo aver affittato la sala matrimoni di un famoso ristorante (ma il padrone era il padre di uno di noi e ci fece fare la festa nel giorno di riposo), dopo esserci sfidati nello scrivere le famose leggi (Avogadro, Archimede e Gay Lussac, cui io aggiunsi quella del Bonanzinga) ed aver vomitato, alcuni di noi o per meglio dire tutti, dopo aver fatto tutte le sozzerie che tu nemmeno immagini, arrivarono le zoccole a raccogliere quel che di noi rimaneva.
    Bellissimo. Migliorissimo del nostro battesimo da sottotenenti al Reggimento, e all’addio al celibato.Anche lì c’erano zoccole -friulane a Udine e romane a Roma- ma chi lo sa perché gli uomini finiscono sempre in Berta.
    Ciao ragassola e buona notte.

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    1. vincenzo faccio un po’ fatica ad accostare il mio post al tuo racconto…fatta eccezione per il vomito che ha colpito la Luci:) forse è per la parola coccole che in un donnino radical democristiano come me fa ancora un certo effetto:)

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        1. Volevo evitare di scrivere mignotte. Niente di accostabile normalmente, ma la mia mente soffre a volte di ricordi come questo….avevo 19 anni, Annika e sono maschio pure io.

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