perché il vento porta inquietudine

perché il vento porta inquietudine

a Scuola Piccola stiamo vivendo lo psicodramma della crisi coniugale ( vera o presunta tale ) di Sindacalista.

E siccome Sindacalista non è una che nasconde amore, tosse, dolore, figli, gioie e affini diciamo che Casa Cupiello diventa una “fola” per bambini e Merola un composto impiegato di banca.

la crisi. Appunto. Lui mi ha detto io gli ho detto i figli hanno detto…e lacrime…allora lui ha fatto io ho fatto i figli hanno fatto..lacrime…io penso lui pensa i figli pensano..lacrime.

Tutto questo in orario scolastico.

Per carità. Niente di più drammatico delle crisi coniugali ( o presunte tali). E tutte noi lì a dire la nostra ( il collino di Carlina è ormai ai massimi livelli…è talmente concentrata sulla questione che riesce a seguire tre conversazioni contemporaneamente e a dare tre consigli contraddittori nel giro di 5 minuti)

Il bidellame si stringe intorno alla tapina dispensando certezze e verità che le citazioni di Bukowsky diventano il Sesto Caio Baccelli.

Ho detto la mia. Ovviamente. Non si può ignorare una collega in lacrime. Mi fa molta tenerezza tra l’altro.

Tutto pare esploso in zona 50 ( di lei e di lui). Non so perché a 50 le persone sentano forte il bisogno di bilanci ma sembra sia così per tutti. Lei e lui…insieme da sempre..lei si occupa di tutto, soldi compresi, cresce i figli e poi decide di andare a lavorare. Lui, belloccio, un lavoro con la divisa ( Vigile del Fuoco) bravo padre, bravo lavoratore, lascia a lei la gestione della vita e spera di potersela cavare con la scopata del venerdì sera ( o sabato fate voi)

Lei un giorno si sveglia e scopre di lavorare come un ciuco…di avere i genitori anziani…di aver messo tutti i soldi in un’enorme casa in campagna dove stira, lava, cucina, bagna le piante e cresce due figli con l’iphone. Scopre inoltre che ha come uniche amiche le colleghe e i due cani maltesi.

il mutuo la stritola, i figli la stritolano, il marito la rimprovera di non avere più attenzioni per lui.

Lui, d’altro canto, si sveglia e si accorge che sua moglie, che ha sempre fatto tutto lei, ad un tratto ha delle pretese e vuole attenzioni. Lui vorrebbe solo leggerezza, birra fresca, magari un viaggio. Ma i soldi per i viaggi li hanno spesi tutti i figli con l’iphone.

E allora si litiga.

E si litiga.

E si litiga.

E lo psicodramma continua…

( e i bilanci se potete non fateli né a dicembre…che le tredicesime ingannano e il panettone dà alla testa né a gennaio…che l’inverno porta inquietudine.Fateli dopo una bella giornata di sole, una buona scopata e un buon caffè.)

 

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29 pensieri su “perché il vento porta inquietudine

  1. Sono felice di sapere che certi strani personaggi non popolano solo la mia di vita, ma pure la tua. Così sento che la mia vita ha qualcosa di “normale” .. concedimi il termine! Comunque in queste cose è davvero difficile capire da che parte stare, forse da entrambe. Certo ad accorgersene prima

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  2. “Cosa mi resta di questo amore
    così mutevole
    e gaio
    e profumato,
    sorprendentemente sempre nuovo,
    come una luce accecante
    che irrompeva nel mio tunnel,
    come una limpida acqua
    di un torrente montano,
    rumoroso e vociante ogni mattino
    silente ad ogni tramonto,
    cosa mi resta adesso
    che non ti amo più?”

    È l’inizio di una poesia che sto ancora completando, ma che mi pare passi come commento a questo ennesimo dramma tra cinquantenni.

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  3. Quando avevo 40 anno sentivo dire che i bilanci si fanno a 40 anni. E non li ho fatti. arrivo a 50 e ti sento dire che i bilanci le persone li fanno a 50. non intenzione di farne 🙂
    navigo a vista

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  4. Non posso e nemmeno mi permetterei di giudicare, però non esce una bella immagine di lui in assoluto e di lei perché, forse, ha permesso di essere trattata non proprio benissimo.
    Ma alla fine concordo che se ogni tanto riusciamo a prenderci un po’ di tempo per noi, lontano da figli, lavoro e, soprattutto, routine quotidiana, scopriamo quanto è bello stare assieme e perché abbiamo deciso di condividere una vita in due (e poi in tre, quattro, cinque a scelta)

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