vado a tratti o vado a gonfie vele?

vado a tratti o vado a gonfie vele?

storie - 1

vado a tratti.

a macchie di colore.

a volte intense a volte sbiadite.

a tratti mi sembra di aver capito tutto…poi perdo di nuovo il filo.

Ieri per caso ho incontrato una mamma del mio primo gruppo al Manicomio ( un gruppo disperato lasciato dalle due maestre al secondo anno e recuperato da me e Carlina con molta fatica). Mi riconosce, la riconosco.Ricordo benissimo suo figlio. Un bambino albanese minuto e pallido, molto educato. Dopo i convenevoli del caso lei mi fa

” Annika ma quant’era bello quello spettacolo che faceste alla fine ( io Carlina Spanna e Secca )Ancora me lo riguardo! E tu che uscivi dalla scatola con la parrucca rossa! Che bella ! ( facevo il jolly cattivo che rubava la corona alla principessa delle bambole..uno spettacolo davvero delizioso )Che bei ricordi. La cosa più bella della scuola in tutti questi anni!”

Resto colpita.

Dal suo slancio.

Rimugino.

Lo scrivo a Carlina.

Lei mi risponde

” lasciavamo il segno Anni. eravamo entusiaste e tu avevi incanto e purezza . Forse ce la possiamo ancora fare”

Mi accorgo di quanta zavorra mi sia trascinata dietro quest’anno. Senza nessun incanto. Senza nessuna purezza. La zavorra mi ha fatto impantanare.

e impantanata ad un tratto ho smesso di respirare…

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8 pensieri su “vado a tratti o vado a gonfie vele?

  1. Ti sta capitando quello che purtroppo capita un po’ a tutti: ti stai lasciando andare senza accorgertene. Fai un’ampia riflessione poi riattacca dal principio, da quando come allora avevi energie vitali intatte.
    È capitato anche a me di sedermi sui miei talloni e lasciarmi beatamente cullare dall’aria tiepida. Errato! Irrtum, schwer Irrtum! Quando inizi a ricordare con nostalgia ciò che hai fatto, professionalmente e no, vuol dire che il tuo inconscio teme di non farcela più.
    Alzati e fai. Non perdere tempo in mugolii interni.

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      1. E allora incomincia ad attraversarla, non starci a pensare. Più aspetti e più diventa difficile.
        Te lo dico per esperienza personale. È nei periodi peggiori che tutto sembra andare storto, ma va sempre storto, solo che ci sono momenti in cui riaddrizzi tutto. In salita si scalano le marce, inutile tenere la quarta e dare gas.

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  2. ti credo che non hai la spensieratezza di allora: in primis la perdita di papà, in secondo l’adolescenza di tuo figlio, che son “caspi” amari… il senso di impotenza che i due eventi ti hanno dato e la debolezza del momento che sfocia nel solito: avrò fatto giusto o dove ho sbagliato… i dubbi sono i piedi d’argilla delle persone felici e frizzanti come te. deleteri, minatori e ci vuole molto sforzo a ripigliarsi e ripartire.
    ha da passà ‘a nuttata… vedrai che il sole risorge… ed arriverà l’estate…

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