una storia

una storia

Vi racconto la storia di una donna che a 40 anni è in crisi con il marito e si sta separando.

Questa donna, molto carina, decide di passare una settimana al paese dei suoi genitori, un paese di montagna, dove ha trascorso molte estati della sua adolescenza.

 I paesi delle estati si sa sono parecchio ruffiani e ingannatori e la donna ritrova il suo primo grande immenso amore. L’amore dei 15 anni.

E decide di concretizzare questo grande immenso amore con una vera e propria storia di passione che dura, appunto, il tempo di una vacanza.

In questa settimana di vacanza e , a quanto pare, di sesso e di amore concepisce il suo primo ( e unico) figlio.

Il grande amore si dilegua, non riconosce il bambino e la donna lo partorisce a 41 anni e comincia a crescerlo da sola.

Il marito…ormai ex marito…si affeziona al bambino e per un po’ si fa chiamare babbo. 

Ma arriva una donna che si porta via l’ex marito e non vuole saperne del bambino che a quel punto scopre di essere figlio di un altro.

intanto ha sei anni e va alla Scuola elementare. E qui incontra Lemure. E la donna incontra me.

Seguono 5 anni belli di amicizia, di Ben 10, di compleanni, di feste di halloween, di caffè e pizze tra mamme,consigli, sfoghi, racconti, gite per le castagne…

arriva un altro uomo, che sembra un uomo importante, e il bambino si lega a lui.

Poi anche lui scompare, la mamma cade in una profonda depressione e il bambino vuole conoscere suo padre.

Suo padre beve da anni. Si incontrano. E poco dopo la cirrosi se lo porta via.Il bambino cambia. Diventa irascibile. Scontroso.

Fine della quinta elementare. Stesse scuole medie con Lemure ma amicizia che si fa pian piano più sottile.

io e la donna ci scriviamo ” vediamoci eh” e poi non ci vediamo mai.

Lui e Lemure si scambiano saluti di circostanza su feis.

Ben 10 non li lega più.

Io e lei ci rivediamo al funerale del mio babbo.

Stesse Scuole superiori. Diversa classe.

Lo intravedo un paio di volte. Sguardo torvo, aria a bullo e stessa faccina di bimbo. Carino. Corteggiato.

Mentre Lemure decide di abbassare i suoi voti lui decide di farsi qualche birra di troppo la sera nei locali.

una di queste sere, ieri sera,  non ha rispettato uno stop. Lui era in motorino. La macchina che è arrivata lo ha preso in pieno. Ho letto la notizia stamani.

E’ in coma.Dicono sia molto grave.

Questa storia non ha un senso , non ha un significato e nemmeno una morale. E non ha per ora nessun finale.

Ma è una storia che mi andava di raccontare in questo venerdì sera di maggio che profuma di gelsomino.

 

 

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20 pensieri su “una storia

  1. È una storia triste, tristissima, che io intitolerei “le colpe dei genitori” che sono anche quelle degli pseudo genitori, genitori aggiunti -generalmente padri di passaggio- e figli sballottati con la propria anima in un frullatore. Sono quelle le nascite degli orfani predestinati, non perché il padre muoia o sia già morto -e ne capitano- ma perché manca sempre uno dei due.
    Quel ragazzo ha morso il seno di sua madre, si dice. Qualora ce la facesse il suo destino è quello di un incompiuto. Finirà male, comunque finisca. Non ha chances di essere un normale.
    Spiace ma se ne contano a migliaia oramai. Abbiamo ottenuto il divorzio, l’emancipazione femminile ma tutti hanno solamente pensato alle proprie chiappe e nessuno ai figli. Questa è una generazione al declino e la prosima sarà peggiore.

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      1. Sinceramente glielo auguro. Ma dopo cosa gli è rimasto? Il botto col motorino è un caso contrario, un accidente che poteva capitare a chiunque, ma sono capitate tutte ad un ragazzo probabilmente troppo sensibile, cui la madre -molto presente come QUASI tutte le madri- non può bastare, perché gli restringe gli orizzonti. Non saltare su, non sto dicendo che voi donne non diate abbastanza, date tanto, a volte troppo, ma ad un giovane uomo non basta: gli occorre una figura paterna solida accanto. Tu non puoi capire fino in fondo quanto sia importante al ragazzo nei suoi anni sotto i dieci, l’imitazione. Quello è un manco incolmabile; poi tra i dodici e i sedici, quando affronterá le prima ragazze gli mancherà l’autostima fondamentale. La conquista della prima ragazza è la maglia gialla nella vita, ti illumina tutto il cammino, ti rende sicuro di te. E qui tua madre ti è non di aiuto ma di impaccio. Per tutto l’amore che gli porti, magari proprio per quello tu LO FRENI e ti metti sempre in mezzo.
        Capito adesso cosa intendo, a ragion veduta. I miei due ragazzi mi imitavano di nascosto, e io li lasciavo fare. Trovavano la loro strada imitando la mia. Non volevano fare come me, diverso da me ma non a prescindere. E se qualche volta mi ponevano la domanda difficile io li trattavo NON da figliolini ma da UOMINI. A te madre questo non riesce per la tua innata protezionalità che eserciti come fosse sempre un baby. Ti viene di soccorrerlo e non lo aiuti come può fare suo padre.

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        1. il padre ahimè lo ha abbandonato appena nato. Non salto su. Questa è la bella realtà che a volte gli uomini fanno. Tutto qui. E proprio per questo gli auguro di uscirne e non solo fisicamente. Di uscirne e di trovare la forza per superare la mancanza. Conosco persone che lo hanno fatto.

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  2. sai a volte mi chiedo cosa significa la parola famiglia allargata …. se poi rimane solo il largo …. un vuoto ….e nessuna famiglia che riesca a tenere per mano un bambino perchè di mani ne abbiamo due e una sola nonostante la forza a volte non basta . Dita incrociate e una preghiera .

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