certe notti

certe notti

sono fortunata.

Ho incontrato anch’io il cretino che sente l’esigenza di dirti ( a panza piena eh mi raccomando) che sarebbe l’ora di togliere i privilegi ai migranti per dare i soldi ai terremotati.

E non sui social. L’ho incontrato vis a vis.

Quindi la mia fortuna è massima.

Intanto sono iniziate le mie notti con Carlina.

Già. Mi appare in sogni angosciosi ed angoscianti sul primo giorno di scuola ( non abbiamo aule abbiamo troppi bambini non troviamo la strada…)In un sogno addirittura ad un certo punto si è trasformata in un maestro uomo ( bruttino) e si è addormentata.

Giuro che la sera mangio leggero.

libertà

libertà

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e’ un momento tristissimo per l’Italia colpita nel suo centro e nel suo cuore.

Per questo ho voglia di pubblicare questa…che è la statua della Liberazione  sulla collina di Buda( la storia Ungherese è fatta di domìni e guerre…servirebbe chiedersi Liberazione da chi…ma di questo magari parliamo un ‘altra volta)

Mi piace perché la Libertà è sempre il valore più alto al quale un popolo deve anelare

Mi piace perché è in collina e da qui si gode di una vista meravigliosa

mi piace perché è anche un po’ triste ( fu dedicata ai Sovietici…che proprio del tutto liberatori non furono..ma la Storia si sa non la si comprende mai nel presente). Proprio come tutti noi adesso.

i sommersi e i salvati

i sommersi e i salvati

i sommersi:

  • quelli che vedono arrivare un donnino con la macchina stracarica e non si spostano manco di un millimetro per chiedere ( anche solo per fare il gesto)…bisogno di una mano?( che poi mi sono pure parenti…che poi avrei detto no…che poi #galanteriamorta #uomininutili)
  • quelli ( sempre i cazzoni inutili) che invadono la tua parte di parcheggio costringendoti a manovre assurde ( prossima volta vi porto via un pezzo di macchina )
  • quelli che fanno cagare il cane davanti a casa tua e puliscono soltanto quando vedono fiammeggiare il tuo sguardo della serie…ho una pala e ho pure un alibi cretino spala via la cacca…

  i salvati:

 quelli che passano le serate a naso in su per insegnarti a riconoscere il grande e il piccolo carro e aspettano il buio per veder passare la stazione orbitante ( o base spaziale, come la chiamo io)

quelli che ti chiamano ragazza e tu ragazza non sei più

quelli che attraversano tutto il paese ( ed è in salita) per venirti a spostare la macchina ( vedi sopra tra i sommersi)

quelli che…ehi..la fata turchina!

quelli che” stasera sei la ragazza più desiderata del paese” perché stai servendo le pizze ( ottime tra l’altro) durante la festa in piazza

quelli che…un caffè da me?

quelli che…vieni in negozio ho ordinato la colazione come piace a te.

Quelli che ti fanno ancora credere nella galanteria…nell’amicizia…quelli che ti danno speranza.

Quelli che tornano al paesello perché ” non ho soldi per andare altrove”

quelli che..ma senza di noi non sarebbe la stessa cosa.

Quelli appunto. I salvati. E le salvate.

Che porti nel cuore come un bagaglio a mano

 

ti sorridono i monti

ti sorridono i monti

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la luce del mattino che arriva sull’aia e io in pigiama con la tazzina di caffè in mano sulla porta ( devo cambiare caffettiera…era proprio orribile ma vabbè…la location valeva un po’ di caffè bruciacchiato)

Il momento che sogno ogni inverno.

E che mi gusto in perfetta solitudine ( Lemure dorme alla grande)

E poi il paesello stracolmo di villeggianti quest’anno e le risate e la filosofia serale ( Anni di cosa parliamo stasera?)e la pizza in piazza ( ma la cameriera ha i capelli blu?) gli animali ad otto zampe ( eh bè ) e quelli a due ( eh bè pure loro)

le passeggiate con le amiche d’infanzia, l’altalena, l’odore di fieno e di mucche, la gavettonata di ferragosto…

il giacchettino serale, la solita panchina…

e l’amica che non vedevo da 13 anni.

Si lei.

Che sembra uscita da un film datato 1986. Non solo perché non ha l’ombra di una ruga ma anche perché non avendo attivato nessuna metamorfosi è rimasta esattamente lì dove ci siamo incontrate.

Purtroppo.

 

Ed è per questo che è stato bellissimo tornare un po’ in quell’estate là ma è stato bellissimo anche uscirne.

la metamorfosi è vita.Lo dico sempre.

Adesso si sfanno e si rifanno valige. Budapest.

 

di consigli e di partenze

di consigli e di partenze

” Liberarsi è una cosa.

Rivendicare la proprietà di quell’io liberato è un ‘altra”

Toni Morrison. Beloved.

Un libro sorprendente.

( che tra l’altro mi fa fare un sacco di riflessioni sulla bestialità del cosiddetto civile uomo bianco che oggi parla di rimandare gli extracomunitari a casa propria…vabbè…sarebbe una riflessione da fare in altra sede ma insomma ,cominciare a meditare non farebbe male a tanti tronfioni )

Un libro al quale accostarsi con rispetto .

Un libro a molti strati.

Toni Morrison non è un Nobel per caso ( e qui torno alla riflessione che facevo in altro blog sugli scrittori che toccano la parola come fuoriclasse e i presunti tali. Ma anche qui aprirei un mondo vasto)

Il mio piccolo mondo moderno invece oggi è fatto di sughi da chiudere in barattoli e trolley da sfare ( quello di Lemure) calzini da lavare e valige da riempire di nuovo.

Si va al paesello.

Da lì vi leggo quindi lasciate segni del vostro passaggio. Mi terranno compagnia.

 

siamo noi..io e te

siamo noi..io e te

Alle 23 e trenta.

Non ancora tra le braccia di Morfeo ma in un sano e rilassato dormiveglia.

Plin plin di sms.

Lemure dal campeggio ( io sono ormai quasi assuefatta al suo mutismo durante le uscite..mi accontento di un si si…bene bene ..e vivo felice)

” Scusa mamma lo so che scrivo poco e mi dispiace ma qui la linea è davvero terribile. Buonanotte”

Decisamente si.

Lo ha rapito Scientology.

E con questa posso iniziare ufficialmente il lungo week end di ferragosto di fai valigia sfai valigia fai di nuovo valigia…

di roba brutta parecchio

di roba brutta parecchio

La visione di quel tordello del marito di Carlina con i pinocchietti di jeans al trasporto del padre mi ha mandato in menopausa anticipata.

Uomini.

davvero.

I pinocchietti no.

di jeans chiaro e sbilenco che avete comprato negli anni ’90 per ballare la macarena due volte no.

Ai funerali ed in qualunque luogo pubblico che non sia una spiaggia ( e molto nascosta) ancora no.

Perfavore

il più grande spettacolo dopo il big bang

il più grande spettacolo dopo il big bang

E poi ad un tratto capisci come nascono le sceneggiature dei film di pieraccioni.

capisci il grottesco.

che è l’inconsapevolmente comico.

Camera mortuaria. é venuto a mancare improvvisamente il suocero 76enne di Carlina ( che poi…non è così improvvisamente visto che aveva un tumore ma insomma..si dice così perché la dipartita non era attesa in questi giorni). Carlina mi comunica 15 e trenta il funerale. Senza specificare che ,essendo il suocero ateo, non ci sarà una funzione ma soltanto un laico trasporto ( duecento metri poi via verso il cimitero).

La mia abitudine di arrivare sempre in anticipo mi vede alle 15 e 15 in zona.

Entro nella cappella e nessuno.

Sbilucio intorno e facce non conosciute.

Ad un tratto si muove un carro da dietro l’edificio e mi sfila vicino.

Riconosco Carlina abbracciata al marito .

Alzo solo il viso perché mi veda e le mando un bacio senza muovermi.

Carlina mi vede. Si ferma.

Allarga le braccia ( lasciando un pallido marito attonito)

” ANNIKA! VIENI QUI ANNIKA! CHE GIOIA CHE SEI VENUTA ANNIKA!”

Tutto il corteo mi guarda. Ed avendo io da poco ribadito il colore godo di un ciuffo lapislazzuli davvero degno di nota. Tutti gli occhi sono su di me.

” ANNIKA FATTI ABBRACCIARE”

” stai lì stai lì carlina cara…vengo io”

Carlina mi si attacca al collo. Il corteo  intanto si sta chiedendo chi sia questa apparizione fatimesca.

” UNA TRAGEDIA ANNIKA UNA TRAGEDIA! GRAZIE CHE CI SEI GRAZIE CHE MI HAI PERDONATA! ( qui l’effetto Fatima è accentuato)GRAZIE DI VOLERMI BENE! grazie CHE LAVORO ANCORA CON TE ( eh bè no qui devi ringraziare il ministero dell’istruzione)”

” dai carlina…coraggio…dai…”

Qui il marito la prende per un braccio e la costringe a proseguire il corteo.

Io faccio le condoglianze alla vedova e mi avvicino cercando di essere  il più invisibile che posso ( ma il ciuffo mi impedisce l’anonimato) alla mia bici lasciata all’ingresso.

Mi sembra di sentire in lontananza Secca che ride