il cane a testa in giù

il cane a testa in giù

La mia compulsione mi porta ad essere..appunto..compulsiva.

E a cercare tutti i modi per arrivare al mio scopo.

Il mio scopo è essere flessibile.

E no, non riesco ancora a fare il cane a testa in giù. piego inesorabilmente le ginocchia. Mi stanco. Crollo. Mi gira la testa. Vedo la polvere sotto il divano.

ma non mollo.

Ho 51 anni e mezzo. Ho ancora il ciclo emorragico e regolare.

Peso come prima di avere mio figlio.

Ho una buona dose di entusiasmo intervallata da fiale di guaranà e ginseng.

Ci sono giorni nei quali odio quasi tutti.

e dei giorni un pò meno.

Inseguo ancora un sogno importante. Che si è lievemente sbiadito.

Sto diventando minimalista.

credo sarà la mia prossima compulsione.

a dirla tutta

a dirla tutta

in realtà sono ingiusta quando dico che tutto quello che poteva andare male..è andato male.

Non è così.

Il centro estetico ha fatto cose degne di nota.

Ho perso 7 kili ed ho la pelle dell’addome liscia e tonica. Ho un altro sedere .

Sono diversa.

Entro nei jeans.

In tutti i jeans dell’armadio.

Adesso ho una nuova missione.

Diventare flessibile.

Faccio tutorial yoga. Dopo dieci minuti mi gira la testa e mi sento tutta rotta.

ma dicono che si migliora.

Quell’urlo lì.

Quell’urlo lì.

Quell’urlo lì cara Jane, te lo ricordi quell’urlo lì?

Quello di quando il Lemure si è diplomato ed è finito una specie di incubo?

Te lo ricordi, lo so, perchè lo hai sentito fin dove sei.

Ecco.

Io adesso ho bisogno di quella roba lì.

Un urlo di gola che travolge mesi di apnea.

Che travolge le stronzate, le cattiverie, i no, i malumori, i giorni amari…

proprio quella cosa lì.

Lo so, lo so è ancora febbraio.

L’universo non mi ascolta a febbraio.

Non capisco bene perchè ma è così. Non mi ascolta. Forse perchè io sono un pò come le piante. mi nascondo sottoterra come i semi. Non chiedo nel modo giusto. Perchè una mia amica dice che tutto sta nel chiedere nel modo giusto. Lei chiede al cane morto. Io non ho cani morti.

Ho persone morte.

probabilmente le chiamano in molti. Oppure hanno di meglio da fare.

potrebbe andare peggio

potrebbe andare peggio

Non so bene da che parte cominciare.

Diciamo che tutto ciò che poteva andare storto è andato storto.

Ma finchè non si parla di salute si può scorrere..

ecco

si scorre.

O meglio. Scorro in un fiume pieno di legni e scogli. Ma il fiume, si sa, deve scorrere.

Potrebbe piovere…invece oggi sembra già primavera.

Si sente nell’aria qualcosa di caldo che sebrava scomparso.

ma febbraio non riesce più ad ingannarmi.

Sono diventata saggia e accorta.

ancora gennaio

ancora gennaio

No. decisamente io non lo amo Gennaio.

Non mi porta bene.

E non è il freddo.

E non è il grigio.

E’ che non lo so bene cosa sia. Va così.

Io muoio un pò come i semi.

Sperando sempre di rinascere grano.

A me sembra il 52 Gennaio…non il 25…

Rien ne va plus

Rien ne va plus

Mai più un albero di Natale vero.

Mai più.

Si lo so, era l’anniversario della mia casa ( 10 anni), si il profumo, l’atmosfera, il fatto che lo riporto e gli svedesi dell’ikea lo ripiantano…

va bene tutto.

Ma ho aghi d’ abete ovunque. e quando dico ovunque intendo, ovunque.

Si è impallato pure sua maestà il folletto.

Esperienza bella e conclusa.

Tra l’altro è la prima volta che spengo l’albero il 7 gennaio. Per toglierlo dal salotto. E impedire di diventare una sorta di bosco dove nemmeno Cassio, il robot pulente, può avventurarsi.

Sto togliendo gli addobbi con soddisfazione. E non mi succede mai.

Prossimo anno un sano e non riciclabile abete sintetico.

Nel frattempo mi ha salutato la macchina delle capsule del caffè di George e ho sognato i bambini.

E’ gennaio.

E’ assolutamente Gennaio.

e miglior principio

e miglior principio

State bene?

Ogni anno sopravvivere a Mutter è sempre più difficile. ma con l’età ho sviluppato una resilienza niente male.

Comunque un pò è vero dai, quello che si legge in giro. Sentiamo un pò meno il natale.

Forse perchè quest’anno sembrava primavera.

Forse perchè il Natale è una festa di semplicità e speranza e abbiamo perso entrambe.

Forse per le sedie vuote.

O perchè abbiamo tutto. Ma un pò è vero. Addobbiamo gli alberi a novembre, ci intortiamo di aperitivi e arriviamo già spompati.

Comunque…per me il Natale è pausa scolastica quindi sto bene. Devo dirlo. Anche con meno magia. Meno aspettative. Qualche regalo di merda. e qualche regalo super ( il robottino aspira pavimenti, ci ho messo qualche giorno ma ora è il mio migliore amico)

Io sono arrivata così stanca che avevo poca voglia di persone. Diciamo che ho scelto quando ho potuto quelle giuste. Adesso mi ritrovo con una serie di ” ci vediamo vero?” che sto cercando di smaltire senza che diventi un lavoro.

e tra un ci vediamo e l’altro penso di partire un paio di giorni.

Mi sono abituata all’idea del capodanno in due tra sconosciuti.

Anche perchè la coppia di amici con la quale dividevamo le serate nell’ultimo anno si sta separando. Con rancore. E quindi penso sia importante sempre curare gli affetti più veri. ( io lo avevo capito eh che erano ormai una coppia di conviventi inaciditi e concentrati soltanto sulla figlia, ma non credevo decidessero di scoppiare così.)

Comunque, se non ripasso da queste pagine vi lascio un augurio che non è mio ma mi è piaciuto molto:

invece di fare propositi di cose che volete fare ( e non le farete)

scrivete propositi di cose che non volete fare E POI FATELE.

( ps: io una taglia l’ho persa eh. era tra i propositi dello scorso anno)

ogni anno

ogni anno

Ogni anno a scuola sembra impossibile arrivarci.

Poi ci si arriva.

Ti guardi indietro e dici..ops…un attimo fa era il 15 settembre. Adesso arriva Babbo Natale. Bambini sclerati, genitori pure peggio, sbicchierata, piccoli regali, canzoncina ed eccole: le vacanze di Natale.

Perchè l’unica certezza che abbiamo è che il tempo passa.

Come ogni anno vi auguro con tutto il cuore regali che non si incartano.

Quelli si che sono preziosi.

Se li trovate sotto l’albero teneteli stretti.

i tenaci

i tenaci

A me piacciono i tenaci.

Sono i miei eroi del quotidiano.

Non gli ostinati. I tenaci.

Bè..Aureliana non so bene cosa sia.

quasi 48 anni incinta di 5 mesi del primo desideratissimo figlio.

Ha fatto di tutto per averlo.

E’ una bambina.

Stamattina l’ho guardata e ho pensato soltanto che quando la creatura avrà l’età del lemure lei si avvierà verso i 70.

ma ho anche pensato che nella vita non c’è una regola per essere felici.

E quindi auguri.

caro babbo

caro babbo

caro babbo, pensavo a te ieri sera.

Comincia ad essere passato del tempo dall’ultima volta che ci siamo visti.

Otto Natali senza di te sono tanti.

E’ tempo importante.

Sai, ho pensato a lungo che non ti eri perso niente. Ieri sera invece pensavo che saresti fiero adesso di tuo nipote. Quello che non ha voluto studiare ingegneria e adesso monta cavi elettrici sugli yatch. Saresti fiero perchè in fondo lui fa quello che avresti sempre voluto fare tu. Passare fili. Incrociare congegni. Intrecciare interruttori.

Forse la vita dentro una classe ti è stata stretta un pò come adesso sta stretta a me. Lui è un ragazzo dalle spalle larghe. Allegro, divertente, un pò sbruffone. Probabilmente farà l’operaio per tutta la vita. La tua anima più profonda, quella di socialista incallito e imperituro figlio di operaio, è tornata.

Perchè la vita fa giri strani.

Ti toglie.

Ti perde.

Ti smarrisce.

Poi apri un cassetto ed è di nuovo tutto lì. Ha soltanto forme diverse.

Otto natali senza di te.

Undici natali in questa casa.

Manchi eh.

Per quanto ci si possa girare intorno.